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CITTA'
DI CASTELLO:
DA RAFFAELLO A BURRI
Altitudine s.l.m.: 288 m.
Altitudine massima: 978 m.
Abitanti: (Tifernati o Castellani) 38500 ca.
Frazioni: 11
Città di Castello è l'antica Tiferno, centro
umbro dell'Alta Valle del Tevre, che dopo la conquista
romana, alla fine del I secolo divenne con il nome
di Tifernum tiberium un fiorente e ricco municipio,
abbellito con edifici pubblici e templi dal potente
patrono Plinio il giovane. I goti di totila la distrussero
ma il vescovo la ricostruì e la fortificò.
La storia
Agli Umbri che fondarono Città di Castello subentrarono
i Romani che ne fecero un loro Municipio. Così Città
di Castello vive un periodo di pace e prosperità
sino alla caduta dell'Impero Romano. Nel VI sec.
d. C. Città di Castello, che era già divenuta Cristiana
e sede vescovile, viene assalita e distrutta dai
Goti di Totila e poi ricostruita dal Vescovo Florido.
Nel Medioevo
Seguono poi le tipiche vicende turbolente del Medioevo,
con periodi di indipendenza ed altri di assoggettamento
al Papato, a Firenze e a Perugia. L'instabilità
politica e militare continua fino al XVI sec. quando,
dopo varie guerre e dominazioni, Città di Castello
entra a far parte dello Stato Pontificio sotto il
cui dominio (salvo la parentesi napoleonica) rimane
sino al 1860 quando, con la nascita dello Stato
Italiano, diventa italiana.
Arte e monumenti
Artisti di gran fama quali il Signorelli e Raffaello,
per citare i maggiori , operarono per molto tempo
a Città di Castello realizzandovi alcune della opere
più significative. Di particolare importanza è la
Pinacoteca comunale nel Palazzo Vitelli alla
Cannoniera. Vi si conservano opere dei maggiori
pittori italiani, stupenda è la facciata graffito
su cartoni del Vasari la loggia con le ceramiche
di Della Robbia.
Poi il Museo del Capitolo, completamente
ristrutturato è costituito da un' importante raccolta
di oggetti sacri e di culto e da opere di oreficeria
di elevatissimo pregio tra i quali un paliotto,
un pastorale ed una rara collezione di vassoi e
cucchiai di uso eucaristico del VI sec rinvenuti
a Canoscio nel 1935.
Collezione Burri
E' anche famosa per la Collezione Burri, le opere
di questo famoso artista sono sistemate una a Palazzo
Albizzini in piazza Garibaldi e l'altra negli ex
seccatoi Tabbacchi Rignaldello. Donate da Burri
alla sua città nel 1982 e nel 1990 offrono la più
ampia documentazione esistente della sua produzione
artistica.
Infine degno di essere visitato è il Centro della
Tradizioni popolari, in località Garavelle accoglie
caratteristiche e importanti testimonianze del mondo
contadino e dell'artigianato . Acconto al Centro
nella Villa Cappelletti.
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