San Benedetto
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NORCIA: ARTE , SANTI E NORCINERIA


Altitudine s.l.m.: 604 m.
Altitudine massima: 2248 m.
Abitanti (Nursini o Norcini): 4900
N. Frazioni: 24

L'antica Nursia ha molte e svariate ragioni per essere celebre, città natale di San Benedetto. Norcia è soprattuto famosa per essere la patria di San Benedetto, fondatore del monachesimo occidentale ed autore di una 'Regola' imperniata sul motto 'ora et labora' (prega e lavora) che rivoluzionò le concezioni incentrate sulla meditazione e la penitenza.

Norcia è al margine di un bacino tettonico, nel regno della montagna carsica. I due ingressi principali sono Porta Romana e Porta Massari. La città mostra i segni delle continue trasformazioni causati dai numerosi terremoti che l'hanno colpita, pur conservando preziose vestigia delle età passate.

La storia

Fondata dai Sabini il suo centro storico fù interamente circondato da mura. Il territorio di Norcia fù abitato fin dal neolitico e il suo nome sembra essere di origine Etrusca: Norsia (Fortuna). E' la patria di Sertorio, della madre dell'imperatore Vespasiano, di diverse famiglie senatorie ed equestri. Il cristianesimo vi giunse nel III sec.: divenne sede del vescovato e vi nacquero i santi gemelli Benedetto e Scolastica ( vissuti nel VI secolo).

Inglobata nel ducato longobardo di Spoleto, nel 962 entrò a far parte dello Stato della Chiesa, Nel XIII sec. iniziò un periodo di grande vitalità che la portò al controllo di un vasto territorio. Con l'istituzione della prefettura della montagna, voluta dal Papa Pio V, ebbe giurisdizione su una zona ancora più ampia. Pullulò di chiese, conventi, confraternite ed oratori.

Ebbe scuole di oreficeria e pittura, fu fertile di personaggi nel campo della medicina, della giurisprudenza e delle lettere. Alla fine del '700 fu occupata dai napoleonici e per 15 anni compresa nell'impero francese. Con la Restaurazione, venne ripristinato l'antico vescovato (1820). Nel settembre del 1860, un plebiscito sancì l'unione alla madre patria.

Arte e monumenti

La Piazza S. Benedetto dispone a circolo il Palazzo Comunale, la basilica di S.Benedetto, la Cattedrale di Santa Maria Argentea, la Castellina, proponendo, senza soluzione di continuità, quattrocento anni di architettura a partire dal secolo XIII. La basilica di S.Benedetto, è eretta su vestigia romane, con facciata gotica del sec.XIV. Il palazzo comunale con loggiato inferiore, è del XIV sec., la Castellina era invece la residenza del prefetto della montagna, fu costruita su disegno del Vignola nel sec. XVI.

La Cattedrale di Santa Maria Argentea (sec.XVI) ha un altare di F.Duquesnoy (1640), S.Francesco è interessante per la sua struttura tutta in cortina (sec.XIV), S.Agostino racchiude molti affreschi dei secc. XV-XVI. Importantissimo è il Tempietto, edicola votiva del 1354. Infine sono interessanti i palazzi signorili, le porte e le mura castellane.

Sapienti ed oculati restauri, hanno fatto si che affreschi, edifici di grande pregio architettonico, sculture, dipinti di valore storico, siano potute tornare al loro antico splendore. L'arte contemporanea ha visto sfilare a Norcia artisti del valore di Manzù, Greco, Guttuso, Annigoni, Dottori, Fazzini, Treccani, ecc. Il patrimonio artistico ha recuperato il Tempietto, i quattrocenteschi cicli di affreschi in S.Scolastica, le sculture di Giovanni Dalmata (1469), l'altare e il dipinto della madonna della Palla.

Enogastronomia e leggenda

E' il cuore della regione tartuficola ed ha dato il nome ad una grande tradizione gastronomica: la norcineria ovvero l'arte di preparare prosciutti e salumi. Ma vi si trovano anche altre specialità come le famose lenticchie e di Castelluccio. In mezzo a quelle montagne, in grandi anfiteatri pianeggianti, si producono abbondanti e pregiati raccolti (famosissime sono le piccole lenticchie del piano di Castelluccio) e si allevano grandi quantità e varietà di animali (famosissimi i maiali per la produzione di salumi pregiati).

Norcia è un nome di derivazione etrusca ('Norsia') che vuol dire "fortuna" con un significato magico che si è conservato nel tempo. Ancora oggi le saghe paesane raccontano di streghe e negromanti che vivono sulle montagne e dell'antro della Sibilla sul Monte Vettore.

Una leggenda racconta che la Sibilla, bellissima e lussuriosa maestra di magie, fa ballare giovani fanciulle con diavoli scatenati. Andiamoci subito! E che la 'fortuna' di Norcia ci assista. Vorrà dire che se non potrò ballare con le fanciulle mi consolerò con i tartufi neri, i salami, i formaggi e le lenticchie di Norcia. Tutti prodotti ineguagliabili.

Secondo la tradizione, inoltre, sono stati gli ebrei che arrivati in Valnerina , dopo la distruzione di Gerusalemme, ad inventare l'arte della conservazione della carni di maiale: non potendola mangiare per ragioni religiose , dovevano conservarla per commerciarla. Ma non solo la conservazione la carne ma anche i formaggi , infatti gli invitanti e ricchi pascoli di queste montagne hanno favorito lo sviluppo della pastorizia che è sempre stata una delle principali


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